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L’idea imprenditoriale
A seguito di quanto osservato sul mondo dei trasporti e dalle esperienze
manageriali vissute, è stata riscontrata l’opportunità di avviare una
nuova iniziativa imprenditoriale nel campo dei trasporti intermodali,
che crei un innovativo sistema logistico capace di mettere in rete le
infrastrutture intermodali in modo tale da attivare le grandi sinergie
latenti del settore.
Il sistema che si intende applicare – denominato Metrocargo – si
propone di utilizzare soluzioni tecnologiche e informatiche avanzate che
hanno, come elemento centrale, un nuovo sistema di carico e scarico di
container e casse mobili sui vagoni ferroviari con la tecnica del
trasbordo orizzontale, che si può attuare mentre il treno si trova sotto
la linea elettrica di alimentazione, senza necessità di effettuare
manovre ferroviarie, evitando quindi la necessità di portare il treno
fuori linea.
Le strutture territoriali esistenti (interporti e piattaforme
logistiche) e i nuovi terminali dotati di attrezzature di
carico/scarico a traslazione orizzontale costituiranno un sistema a
rete, con dorsali di traffico servite da treni “navetta” e,
successivamente, traghetti “tutto merci”. L’insieme delle strutture
tradizionali ed innovative costituirà un sistema di nodi, utili a
trasferire agevolmente e velocemente le unità di trasporto da camion a
treno e/o alla nave, oppure da treno a treno, con modalità organizzative
analoghe a quanto avviene per il trasporto di passeggeri – trasbordo e
coincidenze – in un normale servizio di rete.
Metrocargo, con la sua elevata efficienza ed economicità, si
propone pertanto di sviluppare un network di relazioni intermodali tale
da garantire:
l
bassi costi di esercizio;
l
elevate rese di trasporto;
l
flessibilità;
l
tempi di resa certi e competitivi.
Il trasporto intermodale oggi
Il mercato del trasporto intermodale è stato sino ad oggi condizionato
da vincoli di contorno difficilmente superabili senza un moderno
approccio alle tecniche di movimentazione nei terminali intermodali e
alle metodologie di utilizzo della modalità ferroviaria.
I terminali oggi in uso sono stati progettati per gestire le operazioni
di carico/scarico dal treno in maniera remota e non in fase con il
movimento del treno stesso; infatti, i terminali sono connessi alla rete
con un binario di raccordo non elettrificato, che si dirama dal fascio
di binari connesso alla stazione ferroviaria di riferimento.

Collegamento
ferroviario di un centro intermodale
In questa situazione il convoglio ferroviario, una volta giunto nella
stazione di destinazione, deve essere trainato con un’operazione di
terminalizzazione diesel all’interno del terminale stesso, operazione
spesso gestita, per il primo tratto, dalla squadra di manovra
dell’impresa ferroviaria e, per il tratto finale, dal personale del
terminal, con elevati costi e tempi aggiuntivi. Inoltre, la
movimentazione delle unità di carico basata sulla tecnica del
sollevamento, obbliga ad operare con costose attrezzature – gru a
cavalletto, reach stackers – e necessita di grandi spazi per lo
stoccaggio delle unità di carico e per la manovra dei mezzi di
movimentazione.
Il terminale deve essere fortemente infrastrutturato con più binari di
carico e scarico e ampie aree cementate per poter sopportare l’attività
di movimentazione e i forti carichi propri delle gru semoventi.
I tempi e i costi connessi all’operazione di scarico/carico in un
terminale tradizionale sono condizionanti per la competitività
dell’intero trasporto; infatti, tra sgancio del locomotore elettrico,
manovra in stazione, terminalizzazione, scarico e ricarico e ritorno in
stazione, preparazione alla partenza, si impegnano 10/12 ore con costi
che raggiungono anche 70/100 euro ad unità di carico a seconda della
dislocazione del terminale e della pluralità dei soggetti coinvolti.
La metodologia descritta è idonea e competitiva solo in presenza di
grandi volumi, per particolari destinazioni, che possano generare
quantitativi pari ad almeno 3/5 treni alla settimana per singola
destinazione. Per volumi movimentati inferiori risulta difficile – per
il vettore ferroviario – garantire l’effettuazione del treno con
sufficiente affidabilità; ne consegue che le uniche strutture
intermodali nazionali efficienti risultano quelle che offrono relazioni
internazionali da/e verso il Nord Europa.
La tecnica del trasporto intermodale è considerata un’alternativa valida
al “tutto strada” per una limitata percentuale dei trasporti a lunga
distanza che hanno già una “predisposizione all’intermodale” e, per
questo, hanno suscitato l’interesse delle case di spedizione che operano
in questo settore. In questo modo si perde irrimediabilmente la
possibilità di movimentare il traffico diffuso che, in termini
percentuali, è pari ad oltre il 90% dei volumi complessivi movimentati.
La ferrovia, che dovrebbe rivestire il ruolo di principale attore del
trasporto intermodale terrestre, viene confinata ad un ruolo minimale, e
si riscontrano le stesse problematiche anche nel trasporto combinato
marittimo, dove in pochi casi, il trasporto ferroviario da e per i porti
supera il 20% della movimentazione complessiva.
Questa limitazione risulta evidente soprattutto in paesi quali l’Italia,
dove la miriade di piccole e medie imprese sparse sul territorio e la
policentricità del sistema produttivo e distributivo italiano,
richiedono una polverizzazione delle destinazioni da raggiungere
quotidianamente da un efficiente sistema di trasporti.
La proposta innovativa Metocargo
Come evidenziato nel paragrafo precedente, per la gestione dei terminali
è necessaria una forte innovazione di sistema tramite una nuova “visione
logistica” del trasporto intermodale e nuove modalità operative.
Il primo vincolo da superare è l’accessibilità ferroviaria dei terminali
che deve diventare semplice, efficiente ed immediata: deve assimilarsi
ad una fermata di un treno passeggeri in una qualsiasi stazione di
transito.
La rapidità delle operazioni di scarico e carico, connesse alla
metodologia Metrocargo, consente di ridurre il numero dei binari
operativi ad uno, o al massimo due. Costruendo gli stessi vicini e in
posizione parallela rispetto alla linea ferroviaria, si ottiene un’asola
elettrificata. L’utilizzo della tecnica di trasbordo orizzontale
consente l’entrata e la successiva uscita diretta del treno sulla linea
ferroviaria primaria senza necessità di operazioni di manovra e/o
terminalizzazione.
La realizzazione dell’asola elettrificata consente di azzerare il tempo
di arrivo e ripartenza treno. Il tempo totale intercorrente tra l’arrivo
e la partenza di un treno che, come abbiamo visto, in un terminale
tradizionale non è inferiore alle 10/12 ore, nel nostro caso si riduce
al solo tempo necessario alle operazioni di scarico e ricarico; la
tecnologia Metrocargo permette di effettuare l’operazione in maniera
automatizzata e in un tempo di circa 40 minuti.

Collegamento
ferroviario in asola
Un tempo di fermata così ridotto – da 10/12 ore a 40 minuti – apre al
trasporto intermodale sviluppi di sistema inimmaginabili con la tecnica
tradizionale, consentendo di effettuare fermate intermedie lungo il
tragitto e la possibilità di interscambiare unità di carico tra un treno
e l’altro nei “terminali di interscambio”.
La nuova prospettiva che si apre è quindi la creazione di servizi di
trasporto che, utilizzando la rete ferroviaria esistente, creino un
network tra tutti i terminali intermodali, sia tradizionali che
innovativi.
In particolare, la possibilità di mettere in rete i centri intermodali
oggi esistenti sul territorio, attraverso la costruzione di strutture
dedicate di interscambio veloce, consente di superare con profitto
l’isolamento logistico in cui oggi versano le piattaforme intermodali
italiane – spesso vere e proprie cattedrali nel deserto –incapaci, se
non inserite in un network, di sviluppare traffico autonomamente. Si
stima che nelle piattaforme esistenti vi sia uno spazio di crescita di
gestione di maggiori volumi molto elevato, tale da modificare
significativamente la quota di trasporto intermodale nazionale.
In contrapposizione all’attuale proposta di rigidi servizi “punto a
punto”, Metrocargo Italia propone quindi servizi di trasporto a rete,
assimilabili in tutto e per tutto ad un normale servizio passeggeri,
dove basta salire su un treno in una qualsiasi stazione per raggiungerne
qualunque altra, utilizzando un sistema di treni navetta, a composizione
bloccata e ad itinerario prefissato, in cui sia possibile cambiare treno
nei punti di coincidenza e arrivare a destino con una terminalizzazione
iniziale e finale via camion.
L’opportunità è quindi quella di offrire, a catalogo, servizi di
collegamento tra tutti i terminali intermodali esistenti sul territorio
nazionale e, successivamente, con l’estero. Il progetto, infatti,
intende collegare una serie di terminali tradizionali integrati e
interconnessi dai nuovi terminali di snodo, in modo da servire circa
20/25 aree produttive e di distribuzione in Italia.
Il presente progetto imprenditoriale intende fare ricorso, ove possibile
ed opportuno, alla terziarizzazione di parte delle attività e alla
creazione di strutture in partnership con aziende logistiche e
interporti/autoporti/centri intermodali/porti già operanti sul
territorio.
Schema di business
Il progetto di business si sviluppa attraverso la società centrale –
Metrocargo Italia srl, costituita il 26/01/2005 ed avente sede in Corso
Perrone 28A rosso, Genova – che si occupa delle politiche commerciali,
della gestione complessiva del sistema e del coordinamento generale,
nonchè da una serie di società terminalistiche locali – partecipate –
dedicate alla gestione operativa dei terminali, oltrechè alla promozione
e commercializzazione del servizio sul territorio.
La società Metrocargo Italia costituisce quindi il fulcro dell’intero
progetto, diventando il soggetto gestore delle partnership con gli
operatori logistici territoriali interessati a realizzare le nuove
piattaforme di interscambio, connettendosi così alla rete nazionale in
via di costituzione.

La configurazione del
network
All’avvio dell’operatività del primo gruppo di impianti in rete,
Metrocargo Italia diventa il soggetto contrattuale dei clienti, diretti
o intermediati, che intendono affidargli i trasporti.
L’obiettivo è quello di trasferire all’intermodale una quota aggiuntiva
pari al 5/10% del trasporto attuale su strada – in parte anche in
accordo con le crescenti iniziative relative alle “autostrade del mare”
– ma, soprattutto, sviluppando il combinato terrestre.
E’ realistico ipotizzare che, entro 3/5 anni dall’avvio dell’innovativo
servizio qui descritto, risulterà possibile trasferire all’intermodalità
circa 1.200.000/1.500.000 unità di carico all’anno, con ricadute
economiche positive significative, sull’azienda che sviluppa
l’iniziativa imprenditoriale ma anche sull’intero sistema interportuale
e trasportistico italiano. Potranno infatti essere registrati benefici a
livello ambientale, sulla circolazione stradale, sull’incidentalità
indotta dai mezzi pesanti e, non ultimo, sulla possibilità – finalmente
offerta alle nostre piccole e medie imprese – di esportare a costi più
competitivi, mettendo a loro disposizione un sistema di trasporto
efficiente, sicuro ma, soprattutto, certo nei tempi e nei costi, oltre
che utilizzabile anche per le esportazioni nelle località più lontane.
Il metodo dei “treni navetta” con sistema di interscambio veloce
consentirà alle imprese italiane del settore di recuperare il controllo
della logistica in export, oggi controllata al 70% dai vettori esteri,
fenomeno riscontrabile quotidianamente percorrendo le strade e
autostrade italiane, dove circolano prevalentemente mezzi a targa
straniera e, importantissimo, di gestire il pricing complessivo da
quotare al cliente finale, sia per il costo del trasporto che per la
vendita dei prodotti trasportati.
Il contesto societario
I.Log Iniziative Logistiche srl è una società nata per la
promozione e lo sviluppo di iniziative innovative nel campo della
logistica oltre ad attività di formazione, sviluppo software e servizi
di ingegneria.
I.Log è licenziataria del brevetto del sistema Metrocargo di cui
promuove lo sviluppo tecnico e logistico ed ha supportato l’avvio delle
società Metrocargo Italia e Metrocargo Automazioni.

Metrocargo Italia srl
è una nuova impresa logistica che, tramite accordi con le diverse realtà
locali già operative (autoporti, interporti, centri intermodali, porti,
etc.) e, attraverso un’azione di promozione e partnership, realizzerà
nuove iniziative territoriali, creando un prodotto/servizio innovativo
nel settore dell’intermodalità.
Metrocargo Automazioni produce e commercializza la tecnologia
Metrocargo, progettando e realizzando soluzioni impiantistiche
specifiche per la rete gestita da Metrocargo Italia, oltre ad aprirsi
alle opportunità legate ad applicazioni speciali che potranno usufruire
di detta tecnologia: impianti porti-retroporti, impianti per esigenze
specifiche, applicazioni diverse quali distribuzione merci urbana
(progetto MetrocargoCity) e Autostrade del Mare.
A che punto siamo
Ad aprile 2008 l’Autorità Portuale di Savona ha deliberato di finanziare
e testare il sistema Metrocargo nell’area ferroviaria di Vado Ligure
ritenendo il sistema “integra specificatamente la progettazione della
Piattaforma Maersk”.
La sperimentazione del sistema Metrocargo comincerà durante l’estate
2008.

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